Editoriale02 La domanda di GiobbeGiovanni Bertuzzi O.P.
DOSSIER05 ALMA CIVITASPier Ugo CalzolariMentre preparavamo questo dossier, rivolto aesplorare il valore dell'identità universitariadella nostra città , abbiamo pensato chesarebbe stato, per noi e per i lettori, unregalo prezioso se a introdurlo fosse stato ilmagnifico rettore dell'Università di Bologna.Conosciutane l'impostazione, il prof. Calzolariha accettato la nostra proposta.Lo ringraziamo sentitamente e lasciamosenz'altro a lui la parola (G. Mc.).
Che cosa si pensa di Bologna all'estero?Si interroghi Wikipedia, la sterminataenciclopedia web. Alla voce "Bologna"troverete scritto, prima di ogni altrainformazione, che "Bologna è una cittàuniversitaria".Che cosa ne pensano le folle di giovani chetuttora intrecciano i loro anni più radiosi conquesta antica città ? Ci soccorre una recenteanalisi (Barbagli et al.) sulle motivazionidegli studenti fuori sede: l'attrazione è tuttaconcentrata sull'Università , mentre assaimodesto è l'effetto della città , un autenticorivolgimento rispetto a dieci anni fa.Che cosa dicono di Bologna gli osservatoricolti e non impaniati nelle vicende locali?Andiamo allora lontano e sentiamo unautorevole commentatore inglese, HowardNewby, che, in un'inchiesta dedicata airapporti tra Università e città in Europa,scriveva qualche anno fa sul Guardian:"Perhaps the best example of the civic roleof the university can be found in Bologna".Newby ha scrutato in dettaglio la città , haosservato i movimenti dei giovani, haascoltato le conversazioni dei caffè, havalutato la natura delle offerte culturali e neha tratto l'immagine di un singolare serviziodi sostegno reso alla qualità generale dellavita della città . L'indicatore statistico globaledella qualità della vita a Bologna declina daqualche tempo: non così le componenti diquell'indicatore che dipendendo dai consumidei giovani, che resistono ai valori più alti inItalia e che, in una città di anziani, sonol'effetto della presenza degli studenti.Gli studenti universitari proteggono la qualitàdella vita della città : se temete l'irrisione, nonosate ripeterlo in pubblico a Bologna! Anchese è proprio così. Viene in mente la rispostache il sindaco di una grande città francesediede a chi gli chiedeva la ragione dei suoisforzi per riportare nel centro storicol'Università emigrata in un campus della lontanaperiferia: "Perchè gli studenti arredano le città ".Certo, non pensava alla ricaduta economicadella presenza dei giovani, che per la mercantileBologna, viceversa, rappresenta ormai l'unicosolido richiamo al tema dei giovani ospiti dellacittà , di quei giovani "amore scientiae factiexules" per usare, non senza qualchemalinconia, l'espressione che un benignoimperatore romano-germanico riservava ai suoiamati studenti di Bologna.Non tutto va esattamente in questa direzione:penso alla penosa iterazione delle feste di laureaconsumate sulle strade. Tuttavia, la presenza ditanti giovani bilancia la tetraggine di una cittàdi anziani. Non v'è alcun dubbio che l'inclusionedi un grande ateneo in una città di mediedimensioni crea qualche problema ma, al di làdei benefici che ne derivano e che hosinteticamente richiamato poco sopra, sarebbeun grave errore ignorare l'arricchimentoculturale per tutta la comunità cittadina e ilrafforzamento delle istituzioni che derivanodall'esperienza quotidiana che migliaia digiovani fanno della civiltà della città . Dal suopunto d'osservazione non polarizzatol'osservatore straniero coglie relazioni,dinamiche e prospettive che sfuggono a chi èimmerso da sempre nell'ambiente. E indicaanche una sicura prospettiva di sviluppo.A questo punto dobbiamo interrogarci sullaragione, ammesso che ce ne sia una, di questaacerba discordanza tra le sensibilità di coloroche vivono accanto alla studiosa Bononia, comedicevano gli antichi, e di quelli che lafrequentano e la osservano. A voler essereindulgenti potremmo invocare quell'effetto chesi potrebbe chiamare "Fabrizio del Dongo", dalnome del protagonista de La Certosa di Parmache, proprio Perchè si era trovato nel centrodella battaglia, non comprese nulla di quello chestava accadendo attorno a lui sui campi diWaterloo. E' probabile che da un puntod'osservazione esterno certe relazioni, dinamichee prospettive appaiano più chiare rispettoa quanto può accadere a chi vi si trovadirettamente avvolto. Talora, si è tentatidi concludere sbrigativamente con l'aristocraticarassegnazione volterriana per la quale pas degentilhomme a son valet.Ma avventurandoci in un'analisi di tiposociologico dobbiamo pensare al carattere e allacultura di questi bolognesi: alla loro tenace eanalitica medietà , aliena dagli slanci ecostantemente preoccupata della misura, inclineal consociativismo più minuzioso, diffidentedi ogni autentica novità , poco propensa alleaperture audaci e ai moti della generositàintellettuale. Come si può pensare allora che lacondizione dei giovani, la loro intrinsecairregolarità , intollerabilmente vistosa in unrecinto di anziani, le ipotesi culturali che essiincarnano, le prospettive di innovazione che soloessi potrebbero sostenere, le visioni di unrilancio collettivo, sociale, culturale edeconomico, che solo dalla loro energia, talento ecreatività potrebbe scattare, come si puòpensare che tutto questo possa far breccia in unambiente così scettico e circospetto e indurlo atollerare i giovani e poi a impostare su di lorouna strategia di fuoriuscita dallo stallo che tuttilamentano?I grandi disegni, si sa, hanno bisogno di fantasiefervide, di immaginazioni accese, didisposizione al nuovo e al rischio ed anche,in una qualche misura, di senso drammaticodell'esistenza. Siamo assai lontano dai coloridella compassata anima bolognese. Qui la cittàmateriale rappresenta fedelmente la città dellospirito. Tout au serieux mais rien au tragique.
PIER UGO CALZOLARI,magnifico rettore dell'Università di Bologna
06 Abitare la città . InsiemePaola Monari
10 In festa, in guerraRoberto Righi
14 Fuori dall'aulaFrancesco Rossi
18 Frantumi nelle non-cittàPierluigi Cervellati
22 Piacere, studenteAndrea Cammelli
26 Imparare l'EuropaPaola Strocchi
30 Correva l'anno 1364Diana Mancini
33 Sviluppi tridimensionaliRoberto Grandi
Le arti40 Che stile, il delittoDomenico Segna
44 Un medico... in casaValeria Cicala
Di Moda48 Eticamente moda, diversamente arteMonica Lombardi
Piccola chiesa53 Senza reteGuido Mocellin
In città54 DispersiAntonino Frusone
Biscroma58 Il cuore trafittoMaria Elena Ascoli O.P.
Quella sera a San Domenico60 Gnomonisti e magistratiGuido Mocellin
Parlar del niente64 La colazione psichedelica di ErmelasoElvis Ghelder
» Giovanni Bertuzzi O.P.Preside dello Studio Filosofico Domenicano.Insegna Filosofia presso lo Studio Teologico Domenicanoe presso il Seminario Arcivescovile di Bologna. E' direttore del CentroSan Domenico di Bologna e direttore scientifico de I Martedì.
» Pier Ugo Calzolarigià professore ordinario di Elettronicaapplicata e direttore del Dipartimento di Elettronica, informatica esistemistica dell'Università di Bologna, dal 2000 è rettore dell'Ateneobolognese.
» Paola Monarigià preside della facoltà di Scienze statistiche,dove insegna Inferenza statistica e Teoria statistica delle decisioni, èprorettore dell'Università di Bologna per gli studenti.
» Roberto RighiSi occupa dei progetti finanziati dalla Commissione Europea nel campo dell'educazione, delle nuove metodologie dell'apprendimento e delle tecnologie applicate all'ambito culturale. E' redattore de I Martedì.
» Francesco RossiGiornalista, è corrispondente dell'agenzia SIR - Servizio informazione religiosa e redattore de I Martedì.
» Pierluigi Cervellatiarchitetto e urbanista, si è occupato alungo di piani di recupero per i centri storici di importanti città italiane.Dal 1964 al 1980 è stato assessore del Comune di Bologna; hainsegnato alle Università di Bologna e di Venezia.
» Andrea Cammelliinsegna Statistica sociale presso la facoltà diScienze statistiche dell'Università di Bologna e dirige l'Osservatoriostatistico dell'Alma Mater. Dal 1994 ha progettato e realizzato Alma-Laurea, di cui è direttore. E' autore di numerose pubblicazioni sui processiformativi, in particolare universitari.
» Paola Strocchiinsegna Farmacologia alla facoltà di Medicina echirurgia dell'Università di Bologna, per la quale coordina i programmiErasmus.
» Diana Mancini
» Roberto Grandigià assessore alla cultura del Comune di Bologna,è professore di Comunicazione pubblica e Comunicazione dimassa alla facoltà di Scienze della comunicazione, e prorettoredell'Università di Bologna per le relazioni internazionali.
» Domenico SegnaGiornalista, è vicecaporedattore de I Martedì, dove da anni scrive, tra l'altro, di letteratura contemporanea. E' impegnato nel dialogo interconfessionale.
» Valeria CicalaGiornalista, è funzionario dell'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna nell'area comunicazione. E' presidente del Centro San Domenico e fa parte del Comitato direttivo de I Martedì.
» Monica LombardiCollabora con alcune testate che trattano diturismo e realtà regionali ed è redattrice di un mensile locale per il qualesi occupa di inchieste su costume e società , cinema e letteratura.
» Guido MocellinGiornalista, è caporedattore de I Martedì e de Il Regno - Documenti.
» Antonino FrusoneE' stato fondatore, nel 1989, e presidente fino al 1995 di AEGEE Bologna. Come giornalista ha scritto su diverse riviste locali e nazionali; è redattore de I Martedì dal 1993.
» Maria Elena Ascoli O.P.Appassionata studiosa di Santa Caterina da Siena, affianca un'intensa attività pubblicistica all'impegno nella formazione e nella catechesi; è redattrice de I Martedì.
» Elvis Ghelder
Franco Savignano
Pittore