Piazza San Domenico 12
40124 Bologna
tel. 051 581718
Mercoledì all'Università
VARSAVIA 1944
La distruzione di una città
La distruzione di Varsavia non fu un evento influente nell'andamento della seconda guerra mondiale: in quei giorni l'Armata Rossa era a pochi chilometri dalla città, gli Alleati erano già sbarcati in Normandia e risalivano l'Italia. Per questo i manuali di storia moderna dedicano poche righe a quella che fu per i polacchi la più grande tragedia nazionale. La narrazione del professor Paolo Colombo è frutto di anni di ricerche su documenti e testimonianze, con l'intento di restituire le reali dimensioni di un dramma poco noto, con radici profonde. Risalgono al `700 le progressive spartizioni di territorio polacco tra Austria, Prussia e Russia. La Polonia era merce di scambio e campo di battaglia delle potenze confinanti, destino non dissimile da quello dell'Italia: una fraternità che si riflette nei rispettivi inni nazionali nei quali finirono accenni reciproci alle due nazioni. Sperimentata una breve libertà grazie alle armate napoleoniche, la corona polacca fu assegnata dal Congresso di Vienna alla Russia, che soffocò per un secolo ogni aspirazione di autonomia. Soltanto dopo la Grande Guerra i polacchi poterono vedere realizzate le loro speranze, grazie alla dissoluzione degli imperi centrali e ad una miracolosa vittoria contro il neonato stato sovietico. Varsavia divenne una città cosmopolita e vivace, riprendendo il suo posto tra le città della Mitteleuropa. Ma tutto questo fu travolto dall'espansionismo nazista. Nel 1939 l'esercito tedesco travolse la linea di difesa polacca, che era stata preparata per una guerra di posizione, perché non si era tenuto conto che la tattica militare era cambiata dai tempi della Grande Guerra. La cavalleria polacca fu travolta dai carri armati tedeschi. Nel frattempo i russi entravano dal confine orientale con il pretesto di "difendere le minoranze ucraine e bielorusse" situate in Polonia. Mentre Danzica veniva riannessa alla Germania, Varsavia con la regione circostante ebbe la sfortuna di diventare la prima colonia del terzo Reich.
A.P.


