Salta al contenuto principale
Centro San Domenico logo Centro San Domenico

Piazza San Domenico 12
40124 Bologna
tel. 051 581718

centrosandomenicobo@gmail.com

Tu sei qui

Home » Archivio
  • Anno Sociale 2012 - 2013
  • I Martedì di San Domenico
Mar, 20/11/2012

Ora evento: 

21

Una domanda sul dolore tra negazione e indifferenza

«È lecito chiudere gli occhi?», si è domandato il prof. Marco Antonio Bazzocchi (Università di Bologna, Letteratura italiana contemporanea) per introdurre la riflessione intorno a «questa doppia insegna – il male e l’indifferenza – sotto la quale è nata, letteralmente, la nostra epoca». E ha mostrato, facendosi accompagnare di momento in momento da Baudelaire e Freud, Stendhal e Kafka, Manzoni e la Morante, come, davanti al male che oggi entra nelle nostre case in ogni momento, il nostro sguardo non è più ormai velato dalle lacrime ma piuttosto anestetizzato, o contagiato: «simile a quello con cui gli antichi romani andavano al Circo». Infatti la fotografia, l’immagine, «permette una partecipazione e insieme un’alienazione delle nostre vite e di quelle altrui, come osserva Susan Sontag». Ma la letteratura «possiede qualità opposte», ha spiegato: «mentre il male osservato ci accresce la fame di male, il male scritto viene assorbito contemporaneamente a un antidoto, l’equivalente di velare gli occhi sino a chiuderli…».

Qualità ben presenti ne La vita accanto e Il tempo è un Dio breve, i due romanzi di Mariapia Veladiano (Einaudi, Torino 2011 e 2012), ospite anche lei di questo intenso «Martedì». Due i punti su cui ha detto di aver declinato, «dall’angolo dei libri» che ha scritto, il tema: il fatto che il male c’è - e non è scontato, soprattutto agli occhi innocenti dei bambini, che debba esserci - e l’asprezza delle riflessioni che alla questione del male sono state dedicate in ambito filosofico e teologico, entro quella «teodicea» che vuole che anche questo, come ogni «problema», abbia la sua «soluzione». Ma «come tenere insieme l’onnipotenza e la bontà di Dio, davanti al male?». Di qui Veladiano ha proseguito per suggestioni, regalando ai presenti la più intensa sintesi dei suoi romanzi nell’idea che «al male non bisogna dare principio», ma che «bisogna pensare a un modo che preveda come, nell’ordinarietà della vita, fermare il male, senza contemplare il sacrificio come unica possibilità».

E mentre proseguiva spiegando i diversi «tentativi di risposta» presenti nelle sue storie (in La vita accanto figure di santità laica, separate dal male del mondo, ma che però riescono a fermarlo; in Il tempo è un dio breve un’interrogarsi sul male e su Dio che non separa, non può separare da Dio, e pur sfiorando la blasfemia non finisce senza Dio), si sono visti tanti, tra le poltrone, prendere in mano quest’ultimo volume, appena acquistato, e cominciare a leggere: «Una sera ti giri perché senti tuo figlio piangere e senza che nulla lo abbia annunciato scopri il dolore del mondo. Prima la vita aveva l’aspetto di un grande telo ben tirato, su cui camminare non era facile ma era possibile, questione di allenamento e anche di determinazione. Ora si spalanca impensato uno strappo sotto i tuoi piedi e con orrore lo vedi allargarsi verso tuo figlio che invece non lo vede, e capisci che finirà per caderci dentro se tu non corri, aggiri lo strappo, prendi in braccio il bambino. E da questo momento non c’è riposo per te. Il male ha sfiorato la vita di tuo figlio e lo può fare tante volte quante sono le stelle del cielo ora e sempre, anche quando tu dormi, e tu allora devi vegliare e prevenire e mai più dormire. Finché puoi».

Partecipanti: 

Bazzocchi Marco Antonio
Veladiano Mariapia

Menu principale

  • Centro San Domenico
  • La struttura organizzativa
  • Diventare soci
  • Agenda
  • Archivio
    • I partecipanti
  • Cappella Ghisilardi
  • E' accaduto
  • I Martedì - la rivista
  • Video

Con il contributo di

Carisbo

Collaborano con noi

  • Incontri interdisciplinari e convegni Scienza e Metafisica
  • Centro Poggeschi
  • Radio Emilia Romagna
  • Lepida
  • Convento San Domenico