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Mar, 18/12/2007

I Martedì di San Domenico

Gli spazi si raccontano - II

 

Terre Sante

Avviata dalla tappa "Al di là dell'Adriatico", la serie dei "Martedì" che caratterizza la prima parte di questo anno sociale, e che si intitola "Gli spazi si raccontano", è proseguita, in sintonia anche con la scansione dell'anno liturgico, toccando le "terre sante" nei pressi del Giordano, accompagnati anche stavolta da due guide di assoluto livello accademico. Con padre Michele Piccirillo, francescano, archeologo della Custodia di Terra Santa, ci siamo posti ad ammirare, incantati e attoniti, i mosaici dei pavimenti delle basiliche dei primi secoli cristiani, attratti soprattutto dal ripetersi di soggetti apparentemente pagani: i mesi personificati, alberelli carichi di frutti, scene di caccia, fiumi e motivi nilotici. Difficile, senza l'ausilio delle immagini, ritrasmettere le emozioni che la visione di queste opere ha suscitato, insieme al desiderio di vederle dal vivo, recandosi in Giordania. Forse perché la loro creazione ci appare così vicina, nel tempo e nello spazio, al Dio incarnato; ma certo anche perché vi cogliamo un tipico esempio di quella che oggi chiamiamo, spesso senza riuscire più a realizzarla, inculturazione del Vangelo ed evangelizzazione della cultura. Come si potrebbe diversamente chiamare, infatti, l'utilizzo della tradizione figurativa precedente alla luce della fede cristiana, e segnatamente della fede nel fatto che la comunità cristiana, riunita nei suoi templi, riproduce e rivive l'Eden paradisiaco? Non meno emozione hanno suscitato l'intervento e le immagini proposti da Emile Puech, editore di manoscritti del Mar Morto e docente di Epigrafia semitica presso l'Ecole Biblique di Gerusalemme, pur nella obiettiva difficoltà di entrare con lui in questioni di solito riservate agli specialisti. Egli si è concentrato in particolare sulla domanda "Chi viveva a Qumrᬿ", alla luce del ritrovamento, nel 1952, nelle grotte presso la riva nord-ovest del Mar Morto, del cosiddetto "Rotolo di rame", divenuto uno dei più conosciuti di Qumrᬬ e sui successivi, complessi studi e interventi di restauro, soprattutto quelli degli anni Novanta. Questi hanno consentito di mettere definitivamente in discussione alcune affascinanti interpretazioni degli anni più prossimi al ritrovamento, che vi avevano letto di volta in volta la lista dei tesori del Tempio prima del 70, o di quelli dei farisei dopo la caduta del Tempio, o ancora di quelli degli zeloti, o dei ribelli ebrei della seconda rivolta... Invece, ha concluso Puech (tradotto dal francese da un interprete d'eccezione, il prof. Malaguti, che presiedeva la serata), si tratta della lista dei nascondigli dei tesori e dei beni essenici. Per cui "il sito di Qumrᬠva definitivamente identificato con l'insediamento essenico presso le rive del mar Morto di cui si sono conservate le tracce nelle fonti scritte, principalmente in Plinio il Vecchio e in Dion, ma anche in Filone Alessandrino e in Giuseppe Falvio, nei quali la descrizione geografica e il genere di vita comunitaria del gruppo corrispondono assai bene ai dati che emergono dai manoscritti ritrovati". E dunque il `Rotolo di rame' ci ha fornito in pratica "l'elenco dei siti e delle località in cui è attestata la presenza essenica prima dell'arrivo delle legioni romane, principalmente il nord-est della Giudea e Gerusalemme".

 

Partecipanti: 

Piccirillo Michele
Puech Emile
Malaguti Maurizio

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