Piazza San Domenico 12
40124 Bologna
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Ora evento:
San Domenico. Un patrimonio secolare di arte, fede e cultura
presentazione del libro a cura di Beatrice Borghi
FESTA DELLA TRASLAZIONE
Tre importanti ottocentenari si stanno speditamente avvicinando: l’ottocentenario dell’istituzione dell’Ordine domenicano, nel 2016; l’ottocentenario della fondazione del Convento San Domenico in Bologna, nel 2019; e l’ottocentenario della morte del santo padre Domenico, nel 2021. Ed è proprio l’incalzare di queste inesorabili scadenze ad aver sollecitato i frati di san Domenico a farsi promotori della redazione del presente volume curato dalla Prof.ssa Beatrice Borghi.
Un tempo, il Convento, per celebrare una serie così rilevante di ricorrenze, avrebbe commissionato una cappella affrescata, un prezioso reliquiario, una tela di pregio o una scultura. Oggi, essendo ormai i tempi cambiati, è assai temerario pensare di eguagliare i frati che ci hanno preceduto fra queste mura, fosse solo per la necessaria e oculata tutela del patrimonio artistico. Ma nonostante questo timore, non si è voluto rinunciare a farsi committenti di qualche cosa che potesse restare, così come sono restati – fra tanto altro – gli affreschi del Reni, sculture di Michelangelo, tele del Carracci o del Lippi. E questo volume, senza dubbio, resterà. Resterà un’opera difficilmente eguagliabile sia per la perizia e l’acribia storica di chi l’ha redatta, sia per il gusto evocativo di chi l’ha illustrata, sia per la tenacia di chi, nonostante la fatica, l’ha voluta.
Dalle pagine che seguono è agevole rendersi conto di come il complesso di San Domenico in Bologna sia un indiscutibile scrigno di bellezze che, lungo i suoi ardimentosi otto secoli, si costruisce, si plasma, si modifica di pari passo al costruirsi e al modificarsi di una comunità di frati che ha preteso questa bellezza perché fosse, innanzitutto, il segno della bellezza della sua vocazione.
Ripercorrere, dunque, i tesori custoditi tra le mura di San Domenico significa, prima di ogni altra cosa, ridestare la memoria di questa comunità di frati o – forse meglio – significa scuotere la memoria viva di questa vocazione religiosa che ha consacrato queste stesse mura a luogo di accoglienza della Parola. Non può essere un caso questa bellezza e tanto meno è una vacua rincorsa all’ostentazione: non si potrebbe spiegare, se non come dovuto tributo a questa Parola amata, pregata, studiata e predicata.
Luogo di accoglienza e, dunque, luogo di preghiera e di sapienza. Tra le ricche pagine del volume e le sue suggestive immagini, è facile intravedere un filo che ci conduce subito al cuore di una vita tutta scandita dai tempi di una preghiera continua e dal desiderio, talvolta affaticato, di una missione che si fa carico della verità. E’ così che il Convento ha voluto e vuole continuare ad essere un luogo della Chiesa e del Signore e – in forza di ciò – un luogo in cui far crescere un vitale senso di appartenenza civica. Ma vi è un aspetto che rischia di essere abbagliato dalla magnificenza dei tesori del complesso di San Domenico e che, invece, non bisogna smarrire: il Convento resta, comunque, la casa dei frati, una casa che architettonicamente abbraccia il corpo del santo padre Domenico: è lì che il frate trova il suo ristoro e il suo conforto.
fra Fausto Arici
priore del Convento Patriarcale di San Domenico in Bologna


