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  • Anno Sociale 2002 - 2003
Mar, 20/05/2003

I Martedì di San Domenico

Ricorrenza della Traslazione delle reliquie di San Domenico

 

San Domenico e la passione per la salvezza delle anime

Per la ricorrenza della Traslazione delle reliquie di San Domenico è chiamato a parlare p. Dalmazio Mongillo o.p., grande studioso di San Domenico e San Tommaso. Lo introduce p. Giovanni Bertuzzi o.p., Preside dello Studio Filosofico Domenicano, che chiarisce come la passione di comunicare agli altri la salvezza trovata in Cristo e nella Chiesa possa essere una chiave di lettura della vita di San Domenico, il quale, dopo una prima fase di attività "diplomatica" (a fianco del proprio Vescovo), si consacrò alla vocazione apostolica, contagiando chi gli stava accanto con la testimonianza della vita autentica, e anticipando il duplice obiettivo - inculturazione della fede ed evangelizzazione della cultura - che viene promosso oggi, dopo il Concilio.
Padre Mongillo, di cui la Comunità domenicana e gli amici del CSD festeggiano il Giubileo Sacerdotale, dichiara la sua emozione e confessa che parlare di Domenico è quasi come parlare di sé, perché Domenico non è un dirimpettaio bensì colui che ha preso la sua vita. Da dove viene la passione di Domenico per la salvezza delle anime? Egli la trova e quasi la sugge dalla tradizione che accomuna le grandi personalità greche e latine (San Paolo e i Padri della Chiesa), ma in essa introduce un motivo di arricchimento, una nota di novità per il secondo millennio dell'Era Cristiana. Mentre infatti nei primi mille anni le creature credevano essenzialmente nella fede degli anziani, ora, a partire soprattutto da Domenico, si chiede alla fede un convincimento profondo, quello che Cristo stesso voleva suscitare in Pilato ("E tu che dici?"). La passione di Domenico è quindi aiutare ogni essere umano a personalizzare il rapporto con le persone divine, a rispondere in prima persona alla domanda di Gesù. È una passione per la fede che cerca l'intelletto che cerca la fede. Questo carisma ha costituito il principio architettonico di uno stile particolare di vita (la domenicana, appunto): intelligenza che diventa trasformazione di vita. Di qui, anche, la passione di Domenico per le singole persone, per le individualità (trovare due domenicani che la pensano allo stesso modo è impossibile) ma insieme la vocazione alla coralità, a quel "convenire" di persone che ritengono che esiste un motivo profondo per vivere insieme. Di qui, infine, l'esigenza della povertà come deprivatizzazione della verità, il bene sommo che tutti ci riguarda. "Un'anima ansietata di verità" è la definizione di Santa Caterina, dove "ansietata" è traduzione pregnante perché allude a quella sete inesauribile che proprio Caterina e Tommaso, grandi interpreti di San Domenico, hanno saputo descrivere. La grandezza di Tommaso è l'aver intuito che l'essere umano è fatto per vivere in relazione personale di intelligenza e di amore operativo con le persone divine. Tommaso recepisce e trasmette l'invito a entrare nella danza di una relazione amorosa corale: il fine della vita è cominciare a gustare in modo pieno tale danza che porta alla gioiosa sinfonia finale.
La sfida più grande di oggi è nella linea tracciata da San Domenico: per rispondere alla chiamata non possiamo far economia di intelligenza e di emotività. Come insegna San Tommaso, ogni verità da chiunque espressa viene dallo Spirito Santo. Ora più che mai lo Spirito Santo chiede che chiunque intuisca una particella di verità la metta in comune. Dobbiamo calare la verità nella carne della realtà, dobbiamo aiutare le persone - come faceva San Domenico - a lasciarsi fecondare dalla verità che salva. Cantare la verità in coro, non restare in coro a bocca chiusa: questa è la castità dell'intelligenza che non ha paura di essere fecondata dalla verità. La passione di San Domenico può diventare il nostro sogno, la nostra speranza.

 

Partecipanti: 

Bertuzzi Giovanni
Mongillo Dalmazio

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