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  • Anno Sociale 2002 - 2003
Ven, 13/12/2002

presentazione rivista

Saecularia Nona 15, Annual, 2001/2002

La presentazione del nuovo numero di Saecularia Nona ANNUAL (15 - 2001/02) presso l'Aula Giorgio Prodi del Complesso di San Giovanni in Monte ha offerto occasione ai relatori per alcune riflessioni sullo stato attuale dell'Università e della ricerca scientifica.
Introdotto da Marco Guidi, condirettore della rivista, che rimarca il carattere non solo accademico della stessa e la particolarità del presente numero per via del ricordo di due importanti figure che sono mancate (Giancarlo Susini e Gioia Maria Meconcelli), Pier Ugo Calzolari, Magnifico Rettore, sottolinea che Saecularia Nona, nel suo variopinto alternarsi di saggi, riflette proprio la scintillante e variegata disposizione dell'Ateneo bolognese, che è l'università tra tutte la più "strana", la più difficile da gestire perché più "università", e quindi fonte continua di novità, di stimoli, di pensieri che s'incrociano e a volte cozzano e rimbalzano, in una "confusione" creativa che ricorda un bazaar orientale. Università che, forse anche per questa sua fluidità, ha saputo raggiungere traguardi prestigiosi: il grande successo dei master, il tavolo di cooperazione adriatico-ionica (Bologna unica rimasta tra i cinque stabiliti in partenza), l'insediamento di gruppi di ricerca all'avanguardia (in particolare quello di genetica formato da Romeo, che ha scelto Bologna tra molte possibilità). Saecularia Nona, quindi, in quanto "libro di varia università", è prezioso strumento di sintesi e commento e forse, in una prospettiva non troppo lontana, il primo gradino verso il costituirsi di una Fondazione Alma Mater.
A conferma della disposizione non solo accademica della rivista e della stessa Università, interviene un vero e proprio "ospite", Francesco Cavalli Sforza, che non è docente e neppure ha scritto per Saecularia Nona, ma che porta la sua esperienza di scrittore e regista scientifico per esporre gli inattesi sviluppi della genetica, soprattutto di quella genetica che si occupa delle popolazioni umane. Grazie infatti alla rilevazione di piccole mutazioni del dna è ora possibile ricostruire le fasi in cui si separarono le varie popolazioni e le quattro principali migrazioni che diedero il via al popolamento della Terra. Questo lavoro da detective si affianca oggi alle ricerche archeologiche e linguistiche, dando vita a un nuovo tipo di "prova scientifica" unitaria, che vale proprio in quanto pare sempre più evidente che la storia dell'Umanità è una e unica.
Chiamato in causa dal Rettore e da Cavalli Sforza, Giovanni Romeo, Ordinario di Genetica Medica e Direttore di Almagem, ringrazia e promette il massimo sforzo di tutto il suo gruppo, ma ammonisce nel contempo che le grandi aspettative intorno alla genetica, pur legittime, possono diventare pericolose: bisogna evitare il trionfalismo del "nuovo" che porta con sé il rischio di distruggere una tradizione scientifica, come è avvenuto a più riprese in passato, soprattutto negli anni '30. Costruire un Centro di eccellenza, come si vuole, non significa fare piazza pulita dell'antico ma mettere lentamente in circolo una nuova sensibilità, un nuovo modo di guardare e di registrare: nello specifico, ad esempio, la nosologia, ovvero la classificazione delle malattie per cause di predisposizione genetica. Dunque: ricerca illimitata e tuttavia prudente, consapevole del passato da cui proviene.
Giuseppe Sassatelli, Preside di Lettere e Ordinario di Etruscologia e Archeologia Italica, ricordando infine le molte aree del Mediterraneo - non solo in territorio italiano - in cui sono impegnati gli studiosi dell'Università di Bologna, si fa carico di dissipare la nebbia che ancora avvolge, in buona parte, la figura dell'archeologo: oltre l'immagine dell'avventuroso e un po' improvvisato cercatore di reperti, l'archeologo è oggi prima di tutto uno storico e una scienziato, che fa della interdisciplinarietà un punto di forza. L'incontro con la genetica, in quella sorta di archeologia dei popoli che è la Preistoria, dovrà probabilmente mettere a punto nuove forme di indagine e di collaborazione, per un quadro del futuro prossimo che pare promettere un ampliamento degli orizzonti e scoperte eccezionali ma di delicatissima interpretazione. Marco Guidi conclude la serata con un auspicio/sogno: che in occasione del millenario dell'Università di Bologna (2088) una delle fonti/documento utilizzata dai cronisti dell'epoca sia proprio Saecularia Nona.

 

Partecipanti: 

Calzolari Pier Ugo
Guidi Marco
Cavalli Sforza Francesco
Romeo Giovanni
Sassatelli Giuseppe

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