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I Martedì di San Domenico
Presepe e dintorni
Una tradizione iconografica tra Oriente e Occidente
Philippe Daverio, Storico dell'Arte, mostra un presepe realizzato per Ferdinando IV (circa 1760) dove per la prima volta sono raffigurati gli spaghetti (è anche l'epoca in cui nascono il pomodoro San Marzano, la mozzarella, la pizza...). È solo un esempio della ricchezza del materiale che ci viene dal passato, che va costantemente interrogato e interpretato. Al proposito, è forse opportuno considerare le ricorrenze invernali come un'unica festa lunga un mese: dal 6 dicembre (San Nicola) al 6 gennaio (epifania), più o meno coincidente al periodo del solstizio e alle antiche tradizioni (i Romani appendevano le lucerne sugli alberi e noi oggi addobbiamo alberi di Natale, i popoli mediterranei celebravano agli inizi di gennaio il ritrovato allungamento del giorno etc.). Convivenze e sovrapposizioni che a volte sollecitano interventi: nel 1953 Pio XII fonda la Commissione per la salvaguardia del presepe, in risposta al dilagare della figura di Babbo Natale, diffusa in Italia dalle truppe americane. Ma questa era la terza volta che "Babbo Natale" arrivava in Europa: la prima è datata 972, quando Ottone II sposa la figlia del Basileus di Costantinopoli e ne importa il culto per San Nicola (uno dei 318 vescovi del Concilio di Nicea); la seconda è in epoca normanna, quando i Baresi, sullo slancio della spedizione che porta alla presa di Antiochia e di Smirne, entrano a Mira, rubano il Santo ai Turchi e lo portano a Bari (1037).
La tradizione del presepe è invece tutta diversa: se ne attribuisce la genesi a San Francesco, il quale, di ritorno da Roma (dove ha ottenuto il riconoscimento della regola da parte di Onorio III, anno 1223), si ferma a metà strada e decide di fare una rappresentazione sacra. Ovviamente si tratta di un "falso": in Francia già si facevano rappresentazioni teatrali intorno alla natività (al Louvre, per esempio, c'è un oggetto di fine IX secolo che ritrae la natività), e già nel III secolo si trova un Gesù con bue e asinello (senza Madonna e San Giuseppe) di probabile origine ellenica. Sta di fatto che nel XIII secolo la storia della rappresentazione sacra di San Francesco prende piede, ma solo all'inizio del '500 cominciano ad apparire i primi presepi non teatrali (e cioè con statue al posto degli attori). Una formula che piacque ai Gesuiti, i quali, all'indomani del Concilio di Trento, diedero il via alla diffusione del presepe in mezzo mondo. Il presepe napoletano moderno è invece l'antenato diretto del nostro presepe, un riassunto silente della vita popolare dell'epoca (il giorno in cui il povero mangiava), una sorta di percorso unico in cui si fondono teatro, architettura e narrazione.
L'ultima festa - l'epifania - era un grande festa del Medioevo italiano, scippata poi dal Barbarossa e divenuta quindi patrimonio iconografico del Nord Europa. Forse per questo a Roma fu degradata a "befana".
Le innumerevoli sfumature, variazioni e interpretazioni a volte anche contrastanti confermano tuttavia un dato inoppugnabile: il mese che va dal 6 dicembre al 6 gennaio rappresenta una grandiosa sommatoria di tutte le culture del Mediterraneo


