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I Martedì di San Domenico
Politica, valori e responsabilità
Pier Ferdinando Casini, Presidente della Camera dei Deputati, ricorda innanzitutto la straordinaria figura di padre Casali e l'unicità dei "martedì" (un non-bolognese non può capire quanto siano importanti per coltivare il dialogo, la reciprocità, un modo di vivere la città) e premette che - considerata la complessità del tema prescelto - potrà offrire soltanto un compendio di alcune personali riflessioni.
Perché la questione dei valori è un tema centrale nell'attuale fase? Quindici anni fa sembrò improvvisamente che la politica stesse cedendo il campo al mercato e alla scienza. Ma in poco tempo una serie di fattori (scoppio bolla new economy, 11 settembre, rimescolarsi dei popoli e mutamento dei rapporti di forza, sviluppo biotecnologie, crisi del grande progetto europeo) ha riportato in primo piano i temi politici ed etici, i temi dell'esistenza umana e del cammino delle generazioni future. Mentre infatti il XX è stato il secolo della questione sociale e istituzionale, il XXI - almeno in Europa - sembra destinato a essere soprattutto il secolo delle grandi questioni etiche, il che significa esigenza di un punto di riferimento complessivo. Un'esigenza a cui la Chiesa Cattolica risponde con un messaggio chiaro e coraggioso, fondato sul primato della dignità umana. Il recente referendum italiano sulla fecondazione assistita ha mostrato come la Chiesa sappia oggi aggregare più di quanto non faccia la politica. Conseguenza: non rispolverare vecchie bandiere (il Partito dei Cattolici appartiene al passato), ma nemmeno rinnegare o ridimensionare il nostro grande patrimonio cristiano. Non quindi politica che si fa religione, non religione che si fa politica, bensì consapevolezza che la dimensione religiosa non può essere esclusa dalla vita sociale. Le attuali urgenze (integrazione, società multietnica e multireligiosa) possono essere affrontate seguendo la via del dialogo e della comprensione. La base comune è la dignità dell'uomo, il riconoscimento reciproco. E reciproco non significa unidirezionale: per questo non dobbiamo abdicare, siamo obbligati a dire chi siamo, a non minimizzare le nostre radici. Lo Stato laico non priva la Società del bisogno di religiosità, lo Stato laicista sì. E invece è evidente che ci sono idee e fatti che non possono essere stritolati nell'atmosfera politica quotidiana. Oggi la politica corre due rischi: un pragmatismo senza ideali e/o una competizione senza ideologie. Esempio del bipolarismo italiano: ha prevalso la logica includente (pur di vincere, tenere dentro tutti), quando invece in Europa - dove funziona - il bipolarismo si basa su una logica escludente. È di nuovo venuto il momento di riempire la politica di contenuti concreti e idee forti.
Interrogato dal pubblico, Casini ribadisce che è la questione antropologica quella che divarica la Società di oggi (e su di essa la Chiesa è arrivata prima della politica). La spersonalizzazione delle grandi città, dove persino i centri civici sembrano parcheggi per anziani, va di pari passo con l'indebolimento demografico e dell'entità familiare. E se solo un cieco negherebbe l'importanza e anzi la necessità di un consistente numero di immigrati e quindi di predisporsi all'accoglienza e alla convivenza, alcune impenetrabilità suggerirebbero forse di aprire un canale preferenziale per gli extracomunitari che provengono da culture vicine alla nostra. L'italianità positiva, quella splendidamente rappresentata all'estero dalle Forze Militari impegnate nelle missioni di pace e dalle associazioni di volontariato, spesso si lascia sopraffare da una tradizione di pavidità e indecisione. Vale forse allora ricordare quel che diceva don Milani: "A che serve avere le mani pulite se le si tengono in tasca?".


