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I Martedì di San Domenico
Padre Marella
A quarant'anni dalla morte
In occasione dei quarant’anni dalla morte di don Olindo Marella, ai Martedì di San Domenico relatori Giovanni Bersani, fondatore e Presidente onorario del Comitato Europeo per la Formazione e l’Agricoltura e Giovanni Nicolini prete e parroco a Bologna. La conferenza inizia con il racconto del Senatore Bersani: conobbe per la prima volta don Marella nel 1932 sui banchi di scuola del Liceo Minghetti. Insegnava Storia e Filosofia, ma non si sedeva in cattedra come gli altri professori, rimaneva in piedi e coinvolgeva gli alunni chiedendo loro pareri sugli argomenti di volta in volta affrontati. In quegli anni don Marella era un giovane arrivato dal Veneto, distinto, già allora si presentiva la cifra del suo modello educativo così unico ed efficace. Poi il cambiamento, la trasformazione, la guerra e la bicicletta di don Marella sotto i bombardamenti in soccorso dei più poveri. Davanti a chi aveva bisogno la risposta doveva essere immediata, l’accoglienza doveva essere di tutti e di tutto. Nacque così a poco a poco la regola di Padre Marella. Nella città di Bologna crebbe un sistema organico di iniziative basato sull’aiuto reciproco, sulla coesione, con l’intento di dare vita ad opere autosufficienti -a questo proposito Giovanni Bersani sottolinea quanto padre Marella sia stato capace di anticipare di vent’anni quella che sarebbe diventata la realtà delle cooperative sociali-. Nacque a San Lazzaro di Savena la “Città dei ragazzi”. Lì, bambini abbandonati, venivano cresciuti e forgiati per poi essere restituiti alla società come uomini consapevoli e responsabili. Padre Marella -continua e conclude il Senatore- aveva in sé le doti di un eccezionale educatore, il suo modello educativo rimane ancora un segreto tutto da decifrare. Prendendo la parola don Giovanni Nicolini, definisce don Marella “il Padre, il Padre della Città”. E si pone delle domande: “Perché Padre Marella è stato così importante? Perché il suo ricordo è così ancora vivo? Qual è il “mistero” Marella? Il mistero è tutto nell’essere stato mendicante, nella sua mendicità. Dio stesso si è fatto mendicante dell’umanità e padre Marella ebbe il coraggio della povertà afferrando così i cuori delle persone. Uomini come lui hanno dato confidenza alla povertà della gente, una povertà che -dice don Nicolini- accomuna tutti senza distinzioni. Dalla povertà più schiacciante, più gridata, alla povertà di chi ha perso un figlio, di chi ha perso l’amore della sua vita. Tante erano e sono le forme della povertà. Don Marella di strada in strada, di angolo in angolo, a Bologna raccoglieva il bisogno di tutti, dando confidenza e soccorso alla gente. In padre Marella poi -continua Nicolini- c’è anche la categoria della strada. Siamo tutti in viaggio: chi più avanti, chi più indietro. Anche questa realtà accomuna, come la povertà, ognuno di noi senza escludere nessuno. Tutti stiamo camminando verso la casa del Padre. Mettendosi sulla strada Padre Marella è diventato una parola per tutti, è diventato di tutti e tutti se ne sono nutriti. Don Nicolini conclude -riferendosi al processo di beatificazione in corso- : “…Santo è un uomo e una donna che passa in mezzo al tratto di storia che il buon Dio gli ha dato da vivere e ricorda che tutti gli uomini e le donne della terra a motivo del sacrificio di amore di Gesù, tutti sono figli dell’unico Padre”.


