Piazza San Domenico 12
40124 Bologna
tel. 051 581718
incontro di studio
in collaborazione con Studio Filosofico Domenicano
L'origine dell'Ordine dei Predicatori e l'Università di Bologna
Il Convegno sulle origini dell'Ordine dei Predicatori e l'Università di Bologna si apre con una pubblica serata di presentazione dell'argomento, cui fanno seguito due giornate di approfondimento riservati agli studiosi. I ringraziamenti di rito vanno alle istituzioni che hanno patrocinato questo evento. Innanzitutto l'Università di Bologna rappresentata da Walter Tega, Pro-Rettore, il quale sottolinea l'importante rapporto plurisecolare che i predicatori domenicani hanno intessuto con l'ateneo bolognese, relazione meritevole ancora di indagini approfondite. Vera Zamagni Negri e Angela Donati, rispettivamente vicepresidente della Regione Emilia Romagna e presidente della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, augurano ai partecipanti un proficuo lavoro.
I contenuti veri e propri del Convegno, accompagnati da un excursus storico, vengono introdotti da Ovidio Capitani, ordinario di Storia Medievale presso l'Università di Bologna, e da padre Giovanni Bertuzzi, preside dello Studio Filosofico Domenicano. La città di Bologna fu individuata da San Domenico come luogo di importanza fondamentale per la realizzazione dei suoi intenti. I luoghi di cultura più accreditati dell'epoca erano Parigi, come centro universitario della teologia, e appunto Bologna, come centro universitario del diritto. San Domenico invitò i suoi compagni di predicazione a trasferirsi da Parigi nella città emiliana, perché questi potessero prendere contatto con la realtà universitaria. Venne fondata una prima comunità che si riunì in principio vicino alla chiesa di Mascarella. Questa comunità non decollò finché, oltre al conforto e allo sprone della presenza fisica di Domenico, non si aggiunse Reginaldo di Orleans, chiamato da Parigi, il quale poteva, come professore di diritto canonico, colloquiare con l'ambiente universitario. Questa nuova figura raccolse da subito un grande favore tra studenti e docenti. Intanto la comunità si spostò nella chiesa di S. Niccolò delle Vigne e cominciò ad arricchirsi dei suoi elementi più significativi. Infatti non solo professori del diritto erano interessati all'esperienza di vita della comunità ma anche professori delle arti, come ad esempio Rolando da Cremona, che saranno poi portatori del rinnovamento degli studi teologici non solo a Bologna ma anche a Parigi e in altre città. Non ci si limitò quindi allo studio delle Sacre Scritture ma si approfondì anche quello delle arti, della logica e si cominciarono a studiare autori pagani come Aristotele e filosofi musulmani come Avicenna e Averroè. Da documenti storici risalenti al 1222, all'indomani della morte di San Domenico, risulta la descrizione della comunità bolognese: una congregatio scholarum nella quale si studiava, si pregava e si lavorava nella massima concordia, vivendo nella povertà. Altra caratteristica fondamentale era quella di mettere lo studio al servizio della predicazione. Sorgono però alcune domande su questa descrizione dello stile della comunità. In primo luogo: come si realizzava questa vita di studio? gli ambienti erano i medesimi dove si faceva insegnamento universitario? quando San Domenico inviò i suoi frati predicatori a Bologna e in altre città, aveva come obiettivo principale quello di conquistare le cattedre di teologia, oppure quello di diffondere la predicazione ispirata da una preparazione di studio?
A queste domande e all'ultima in particolare, vuole dare risposta il Convegno, cercando di chiarire come e quanto l'Università bolognese abbia influito nell'orientamento delle caratterizzazioni della vita della comunità domenicana.


