Piazza San Domenico 12
40124 Bologna
tel. 051 581718
I Martedì di San Domenico
Le sorgenti del cristianesimo
Giorgio Carbone OP, direttore editoriale ESD, rammenta la sconcertante assenza della Bibbia nella formazione culturale dell'italiano medio e, all'opposto, il ricorrente richiamo - nelle Sacre Scritture - alla sorgente, al ricevere acqua che significa diventare principio attivo che diffonde vita eterna. I Padri della Chiesa sono sorgenti che hanno seminato altre sorgenti, fiumi vivificanti e colmi: della dignità umana, della libertà, della sollecitudine verso tutti, della dignità del lavoro, della sensibilità ecologica (cura dei beni creati), della separazione fra politica e sfera religiosa. Ci sono inoltre tre fiumi prettamente cristiani: dell'esaltazione del corpo (corpo come microcosmo, resurrezione della carne), del dialogo attento con l'altro, della fede cristiana amica dell'intelligenza (Cristo=Logos incarnato). Queste sorgenti sono l'ossigeno della nostra fede. Le lontananze culturali (cosmologia, fisiologia) non devono ingannarci, perché coloro che insieme sono nostri Padri e nostri fratelli si muovono e ci muovono verso un unico obiettivo, a cui tutti i dettagli sono ordinati: Gesù Cristo.
Giuseppe Barzaghi OP, che insegna Epistemologia teologica a Bologna, ritorna alla corporeità della vita cristiana, che paragona a una corsa, corsa che abbisogna di un allenatore ma non di ordine umano come la filosofia, bensì sopra-umano: e infatti noi siamo coltivati direttamente da Dio. Alcuni autori medievali, che si abbeverano all'insegnamento dei Padri, hanno colto perfettamente la questione. Abelardo sostiene che un cultore di logica non può non essere cristiano ma chiarisce che la fede è un approfondimento che - pur non muovendosi contro la logica - non matura dalla logica. Le sorgenti forniscono una veste indispensabile per i contenuti della nostra cultura, che dipende strutturalmente dal cristianesimo, cioè anche dal modo cristiano con cui i contenuti vengono proposti. Il vantaggio del cristianesimo è saper interpretare l'integralità dell'esistenza umana, ovvero la corporeità potente e leggera e insieme la modalità contemplativa. Solo nella vita cristiana non si ha lo iato tra azione e contemplazione. Così San Tommaso, sulla scia dei Padri, la cui pluralità di voci - come un caleidoscopio - ci offre punti di vista diversi per contemplare la bellezza del volto di Cristo.
Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna, racconta che quando era giovane, durante gli studi teologici, nacque in lui un'"amicizia" con i Padri, amicizia necessaria (e mai abbandonata) sia perché non si può guardare a occhio nudo il Sole (la Bibbia) sia per imparare a pensare cristianamente. Da essi apprese alcune "leggi" della logica cristiana: 1. l'oggettività (l'uomo non può porsi come misura, deve porsi nell'attitudine di apertura, di ascolto della realtà, e non limitarsi alla legge della riduzione che fa credere di conoscere già il mistero); 2. il cristocentrismo (Cristo=Prima Realtà e quindi motivo e causa di tutto ciò che esiste, legge che si apprende soprattutto dai Padri greci, ma poi anche da San Bonaventura); 3. L'et-et (composizione dei contrari, codice con cui l'edificio cattolico si fa conoscere). Pensare cristianamente non è facile e non lo è mai stato, ma oggi soggettivismo, crisi di senso, disintegrazione (ritenuta) definitiva dei saperi rendono ancor più ardua tale pratica. E tuttavia, se non si vuole che il credere sia separato dalla vita, pensare cristianamente è indispensabile - e lo si apprende innanzitutto andando alla scuola dei Padri della Chiesa.


