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Mercoledì all'Università
Voci del Novecento
Le lettere di Aldo Moro dal "carcere del popolo"
Altri autori
Domenico Cella,Paolo Colombo, Chiara Continisio
Alle 9.15 del 16 marzo 1978, in via Fani a Roma, la Fiat 130 guidata dall'appuntato dei carabinieri Domenico Ricci, con a bordo l'onorevole Aldo Moro, viene bloccata da un commando di terroristi e crivellata di colpi. Cinque uomini della scorta vengono uccisi, il presidente della DC sequestrato. La vicenda umana e politica del rapimento Moro si consumò in 55 giorni.
La lezione ha ripercorso la cronaca del più tragico sequestro politico del nostro secondo dopoguerra, Paolo Colombo ha dato voce a numerosi passi delle lettere scritte da Moro dalla "prigione del popolo" narrandoci prima di tutto la vicenda e il percorso umano del personaggio con tutto il suo valore, che rimane invariato (al contrario di quello storico) pur sapendo della censura e delle possibili modifiche che le BR possono aver apportato alle Lettere.
Chiara Continisio ha intervallato la "voce" di Moro leggendo brani dal libro di Anna Laura Braghetti, la militante che fornì alle BR la propria casa di via Montalcini 8 dove venne tenuto prigioniero il presidente della DC prima di essere assassinato.
In quelle ore senza tempo, appena interrotte dall'eco delle notizie che nulla di buono lasciavano presagire per la sua salvezza e per la soluzione della crisi politica in cui il sequestro BR aveva fatto precipitare il Paese, il presidente Moro scriveva lettere alla moglie, ai familiari, agli amici di partito, i pochi che gli erano rimasti, al Papa e ai nemici di sempre.
Scrisse e si impegnò fino alla fine tentando di mantenere aperti quei piccoli spiragli di speranza che via via gli si socchiudevano davanti. Tutto questo rivissuto anche dai testi della Braghetti dove sono narrate in parallelo la vicenda del rapimento, della prigionia e dell'uccisione dello statista, e la storia di una ragazza piccolo-borghese avvolta nella spirale della violenza politica, che culminerà, con l'omicidio del presidente della DC da parte dei brigatisti.
Le voci hanno duettato nel narrare la "storia", senza tralasciare le basi scientifiche della loro disciplina, lo storico e il "teller" si sono incontrati e sono stati capaci non solo di comunicare nozioni, ma di trasmettere anche spunti ed emozioni capaci di coinvolgere l'ascoltatore.
Pare allora importante ritrascrivere un'altra volta queste righe per concludere, le righe che Aldo Moro scrisse nell'ora dell'addio a Norina: "Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo".
Stefano Santoro


