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Mar, 24/02/2009

I Martedì di San Domenico

La situazione finanziaria delle famiglie italiane

Indebitamento, redditi, ricchezza

 

La lettura delle dinamiche mondiali della presente crisi economica, compiuta il "Martedì" precedente da Romano Prodi, trova questa sera un ideale complemento in una rapida radiografia finanziaria delle nostre famiglie, e segnatamente della loro propensione all'indebitamento, così come è maturata negli anni recenti, caratterizzati in tutti i paesi industrializzati dalla deregolamentazione dei mercati finanziari, dai bassi tassi d'interesse e dall'accresciuta concorrenza tra gli intermediari. Claudio Conigliani, presidente di Tarida, ha spiegato che in questo periodo le famiglie italiane si sono abbastanza rapidamente convinte dell'opportunità di gestire meglio, attraverso il debito, alcuni problemi familiari, ma che esse hanno comunque fatto passi quasi sempre proporzionati alle proprie gambe: così che solo una famiglia su 4 - la punta dell'iceberg - è indebitata, e in genere si è trattato di famiglie in grado di far fronte a questo tipo di impegno, come confermato dalla bassa percentuale di crediti in sofferenza sul totale. Ma guardati da un altro punto di vista, ha proseguito Conigliani, questi dati ci dicono altro: e cioè che dentro a quel 75% di famiglie che non si è indebitato - la parte sottostante dell'iceberg - ve ne è certamente una quota che non ha potuto farlo, cioè che non ha avuto accesso al credito: un'ipotesi suffragata dai dati della Banca d'Italia, che stima che la metà più povera delle famiglie italiane possiede meno del 10% della ricchezza nazionale, e dunque segnala una crescente disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza. Ma qual è, ha concluso Conigliani, il livello di disuguaglianza che la nostra società può tollerare? Giuseppe Feliziani, direttore generale della Cassa di risparmio in Bologna, ha proseguito provando a guardare invece in avanti, a ciò che ci aspetta a causa della presente crisi. Lo ha chiamato "un bagno di gioventù": il livello del PIL pro capite tornerà quello del 1999, e soprattutto sarà almeno temporaneamente sospesa quella condizione di aspettative crescenti che era stata la "novità" economica degli ultimi due secoli, e segnatamente degli ultimi cinquant'anni. Nella vita di tutti i giorni, le conseguenze non saranno omogenee: altra la situazione di chi ha il posto di lavoro sicuro o la pensione, altra quella di chi non si vede rinnovato il posto di lavoro precario, o lo perde. E se si è detto certo che la crescita riprenderà, in virtù della forza delle strutture messe in atto in tutti questi decenni, Feliziani ha però anche previsto la necessità di riconsiderare uno stile di vita molto più pacato. Il che, dal punto di vista dei rapporti delle famiglie con le banche, significa: negli investimenti, ricordare che il rendimento alto significa sempre un rischio alto; nei prestiti, guardare al rapporto rata-reddito e non solo al valore dell'immobile che viene acquistato. E in generale, frenare i comportamenti d'acquisto impulsivi e piuttosto cercare di pianificare le proprie spese.
Guido Mocellin

 

Partecipanti: 

Conigliani Claudio
Feliziani Giuseppe
Bertuzzi Giovanni

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