Piazza San Domenico 12
40124 Bologna
tel. 051 581718
I Martedì di San Domenico
La lunga marcia di Giovanni Paolo II
L'apertura ufficiale dell'anno sociale CSD coincide quasi esattamente con una grande ricorrenza, festeggiata in tutto il mondo: i 25 anni di pontificato di Karol Wojtyla. L'unicità della figura dell'attuale Papa viene illustrata e analizzata per il CSD, nell'occasione, da due autorevolissimi testimoni, la cui presenza a Bologna, proprio negli impegnativi giorni del Concistoro, è salutata con profonda gratitudine da fra Riccardo Barile o.p., Priore del Convento San Domenico, e da Valeria Cicala, a nome di tutto il CSD.
Luigi Accattoli, vaticanista del Corriere della Sera, racconta un'esperienza personale: la lunga amicizia con Domenico Del Rio (autore di Karol il Grande, libro presentato al pubblico durante la serata, in collaborazione con Paoline Libreria). Un'amicizia straordinaria tra giornalisti, segnata da un'inconsueta mancanza di conflittualità professionale, con un'unica importante eccezione: l'interpretazione, la "lettura" di papa Wojtyla. A Del Rio, che all'inizio rilevava soprattutto la personalità "eroica" del Papa, uomo capace di smuovere folle gigantesche e di compiere grandi gesti simbolici, rispondeva Accattoli con una visione più prudente e interlocutoria. In una seconda fase le loro posizioni si avvicinarono, tanto che insieme pubblicarono il libro Wojtyla il nuovo Mosè, titolo che peraltro non piacque al Papa. L'interpretazione progressivamente consonante, che vede il carattere principale dell'attuale papato nella missionarietà e nella spinta evangelizzatrice, trova una sua toccante e significativa conferma al principio di quest'anno quando Del Rio, ormai staccato da tutti e minato dalla malattia, nell'ultimo incontro in ospedale, chiede ad Accattoli di far sapere al Papa l'enorme conforto e forza ricevuti nel vederlo, anno dopo anno, concentrarsi in preghiera e "mettersi in Dio".
S. E. Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, ripercorre le tappe della lunga marcia di Giovanni Paolo II, ricordando alcuni record dell'attuale pontefice (terzo che supera i 25 anni, primo nei viaggi e in numero di persone ricevute direttamente etc.) nonché i principali avvenimenti storici di cui è stato insigne protagonista, per poi soffermarsi sugli aspetti di questa grande personalità che più hanno colpito nei 25 anni di pontificato. Il primo è l'intensità della preghiera, la spontaneità nel passaggio al colloquio intimo con Dio; il secondo è la fedeltà al Vangelo (il carattere del pontificato di Wojtyla è prima di tutto religioso, più ancora che politico); il terzo è la vocazione pastorale, che ne fa il grande apostolo dell'unità, di tutta la Cristianità rianimata dalla sua voce; il quarto è la fedeltà al Concilio Vaticano II, con la valorizzazione della collegialità e insieme del primato come servizio nel nome di Cristo; il quinto è il ruolo di messaggero e operatore di pace. Luminoso apostolo, grande pensatore, instancabile lottatore contro le spinte del male, Giovanni Paolo II ha tenuto sempre alta la sua fiaccola, la cui luce ha sempre illuminato i valori essenziali, cristiani e umani.
Sollecitati dal numeroso pubblico, i relatori hanno ripreso alcuni temi: Accattoli rilevando come la "predicazione del perdono" di papa Wojtyla risulti una delle parole più convincenti di tutta la nostra epoca, Re testimoniando della spontanea attrazione esercitata dal Papa sui giovani per via sì della sua lunga esperienza con essi e del suo carisma, ma anche della sua dote per eccellenza: in lui non esiste frattura tra ciò che pensa, crede, dice, vive.


