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  • I Martedì di San Domenico
Mar, 26/02/2013

Ora evento: 

21.00

 

 

 

La cura del corpo

43° anno dei Martedì di San Domenico

7° anno degli Incontri a Tema di ASMEPA

 

La “cura” della persona umana coinvolge tutti gli aspetti e tutte le dimensioni della sua vita, al di là dei tecnicismi e delle specializzazioni in cui oggi la scienza ha dovuto o voluto separare la sua unità psico-fisica. Questa consapevolezza si fa tanto più forte quanto più ci si fa vicini alla persona umana nei momenti in cui essa è infragilita, a causa della malattia e della morte che si sa prossima.

Così a questo argomento si è voluto dedicare un ciclo di tre “Martedì”, grazie a una partnership con due istituzioni ricche di esperienza e di riflessioni proprio nel prendersi cura di una persona che non guarirà, e perciò nell’amarla “come sé stessa” (secondo una formula nata al loro interno e divenuta celebre): l'Accademia delle scienze di medicina palliativa (ASMEPA) e la Fondazione Hospice MT. C. Seragnoli onlus.

Nel primo di questi “Incontri a tema” il prof. Paolo Cornaglia Ferraris, pediatra e saggista, ha subito messo a fuoco l’idea che «la cura del corpo è una relazione»: prima di tutto con noi stessi; e poi col medico, dal quale spesso ci rechiamo sapendo poco o nulla del nostro corpo, quando non carichi di un bagaglio di credenze e di miti. Ma chi è il medico, oggi? “La relazione di cura”, secondo Cornaglia Ferraris (autore del fortunato Camici e pigiami), “è fiduciaria e asimmetrica: chi ci cura sa di più di noi dal punto di vista medico, ma sa di meno di noi intorno al nostro corpo”, di cui i competenti siamo noi stessi. A maggior ragione se viene meno il ruolo del medico di base.

La relazione di cura diventa poi molto difficile da vivere quando non è prevista la guarigione del malato. Il medico talvolta ha paura, scappa (non dal malato terminale, ma dalla propria malattia e morte); talaltra preferisce negoziare con i familiari una specie di patto, tacito, della bugia, del non dire. Egli “sa di dover mantenere viva la speranza, ma non la falsa speranza. Dov’è allora il limite? Fin dove mi spingo? Cosa è accanimento o illusione e cosa un’ulteriore speranza?”.

Secondo il prof. Magatti, la questione della “cura del corpo” va posta all’interno del circuito “potenza – volontà di potenza” che caratterizza il procedere della modernità, e che alimenta tanto la nostra vita personale quanto i nostri sistemi sociali, producendo come effetto l’indebolirsi delle relazioni.

Secondo il prof. Magatti, la questione della “cura del corpo” va posta all’interno del circuito “potenza – volontà di potenza” che caratterizza il procedere della modernità, e che alimenta tanto la nostra vita personale quanto i nostri sistemi sociali, producendo come effetto l’indebolirsi delle relazioni.

Partecipanti: 

Cornaglia Ferraris Paolo
Magatti Mauro

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