Piazza San Domenico 12
40124 Bologna
tel. 051 581718
concerto
Inaugurazione dell'Organo restaurato della Cappella del Rosario
Altri autori
fra Riccardo Barile o.p., Oscar Mischiati
organista: Luigi Ferdinando Tagliavini
Luogo dell'evento
Basilica di San Domenico, Bologna
Costruito nella seconda metà del '700, l'organo della Cappella del Rosario in San Domenico è oggi probabilmente uno degli strumenti meglio conservati della città. Nonostante ciò, la polvere e il tempo rendono necessari interventi periodici, l'ultimo dei quali è stato recentemente effettuato ad opera di Antonio Seri e Daniele Ungarelli (restauro strumento) e della ditta Kriterion (restauro prospetto ligneo), grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
Il ritrovato splendore dello strumento viene degnamente celebrato in una presentazione-concerto assai affollata. Fra Riccardo Barile o.p., Priore del Convento San Domenico, ripercorre le tappe storiche della Cappella del Rosario - in origine addossata ai muri della Basilica e appartenente alla famiglia Pepoli, poi passata alla famiglia Guidotti, poi finita "in uso" alla Confraternita del Rosario verso la fine del '500 - e ricorda inoltre i principali interventi architettonici e decorativi attuati in essa nel corso dei secoli. La Cappella fu teatro di una notevole attività musicale in particolare nel periodo 1600-1750, una musica che si esprimeva e si esprime qui in mezzo alle altri arti, musica e arte come preghiera basata su un'attività simbolica (lo stesso rosario è una tecnica). Curata e conservata nei secoli da un comitato di fedeli laici, la Cappella ha quindi creato un'aggregazione sociale con implicazioni benefiche (dote alle fanciulle povere) ma ha soprattutto ospitato il "linguaggio della bellezza" e la sua diffusione, anche a favore di chi non poteva permetterselo.
Oscar Mischiati, Ispettore Onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, illustra gli aspetti tecnici del restauro e la pregevolezza dell'organo, richiamando i fasti dei secoli passati, quando le principali chiese tenevano alle dipendenze uno o più organari e non si dava cerimonia pubblica o religiosa che non fosse accompagnata da un'adeguata colonna sonora. "Quis bene cantat bis orat": il detto di tradizione agostiniana sintetizza efficacemente la vicinanza e quasi la simbiosi tra preghiera e musica che trova espressione architettonica nelle dieci chiese con organi in coppia (di cui sette sopravvivono), vero e proprio primato di Bologna.
Luigi Ferdinando Tagliavini, organista di assoluta fama internazionale, tiene infine a battesimo l'organo restaurato, eseguendo un programma opportunamente variato, per dare adeguato saggio delle caratteristiche dello strumento. Risuonano così le note di Girolamo Frescobaldi, Bernardo Pasquini, Giovanni Battista Martini e Wolfgang Amadeus Mozart - Mozart che nel 1770, quattordicenne in visita a Bologna con il padre, molto probabilmente si esibì proprio a quell'organo. Un organo, oggi, sapientemente restaurato e restituito agli amanti della musica e a tutti i bolognesi, degnamente inaugurato dall'arte del maestro Tagliavini.


