Piazza San Domenico 12
40124 Bologna
tel. 051 581718
workshop
in collaborazione con Alma Music Project e Teatro delle Celebrazioni
Gospel connection 3
MusicWorkshop and Conference
Goin'up yonder? salendo lassù? salendo a vedere il mio Signore, voglio solo lodare il Suo santo nome. Aiutatemi a lodare il Suo santo nome?
Il 12 ottobre scorso, sul sagrato della Basilica di San Domenico, c'era un ragazzo che gridava allo scandalo. "Blasfemi!" urlava. Ce l'aveva con qualcuno là dentro. Cosa succedeva quella domenica in San Domenico? C'era una messa. Nient'altro che questo, una messa. L'unica novità erano i canti che accompagnavano questa messa. Se quel ragazzo, entrando in basilica, fosse stato accolto dalle note dell'organo che accompagnavano, per esempio, un canto gregoriano, non si sarebbe scandalizzato, né avrebbe alzato la voce. Avrebbe preso posto e ascoltato tranquillo, magari estasiato, quella musica così degna di incorniciare una liturgia, quella musica così "sacra".
C'era, invece, un coro gospel (gospel significa "good news", ossia buona notizia, vangelo) formato dai ragazzi (quasi 200) che in quei giorni hanno partecipato al workshop Gospel connection 2003, organizzato dal CSD in collaborazione con Alma Music Project e con Teatro delle Celebrazioni, e ospitato dal Convento San Domenico. Ragazzi che provenivano da tutta Italia per imparare a "cantare gospel" diretti da un eccezionale gruppo di insegnanti: i Golden Gospel Singers, il più famoso gruppo gospel in tour in Europa da oltre 10 anni, con il progetto di condividere e diffondere il genere gospel. "Quando canti - spiegava Richard durante una delle lezioni - non pronunciare le parole a vanvera, non pensare ai fatti tuoi. Devi pensare che stai parlando con Lui e questo ti deve riempire di gioia e questa gioia deve saltare fuori, devi farla uscire, gridarla?ok? Adesso riproviamo?"
I do worship you? io adoro te, per la tua bontà e la tua gloria, per la gioia dentro la tua storia, io ti adoro.
Un fine settimana in cui si è lavorato sodo: alle 8 del mattino si cominciava con le lodi; poi la lezione di aerobica tenuta da Chanda, per rimettere in circolazione l'ossigeno, il pensiero e l'entusiasmo. Poi su in biblioteca per le prove con Bob e Charlie? molto da fare e troppo poco tempo, ma i risultati ci sono stati. Chi c'era sabato sera al Gospel Party Time presso la Scuderia in piazza Verdi lo sa. Chi è andato al concerto di chiusura, domenica sera al Teatro delle Celebrazioni, pure lo sa. Ma soprattutto lo sanno coloro che erano alla messa di domenica mattina, più di mille persone. Anche a detta dei partecipanti, niente, durante il workshop, è stato paragonabile al momento della Messa. In un concerto il canto gospel viene esibito: è trascinante, coinvolgente, tocca l'anima ma - privato della sua vera cornice, che è la casa di Dio - rimane una performance. Forse per questo è stato proprio lì, in San Domenico, che il coro ha dato il massimo, ballando, cantando col sorriso e con le lacrime, battendo le mani? lì dove ha potuto esprimersi nella piena certezza di essere ascoltati dal Padre. "Mentre domenica sera ci preparavamo per il nostro concerto - racconta Bob Singleton, il leader dei GGS - capivo che per me il momento più alto del weekend era già passato. Ero così commosso durante la Messa in San Domenico che posso a fatica descriverlo. Mi sentivo così benedetto a essere parte della bellezza e maestà di questa meravigliosa chiesa! Potevo sentire il caldo spirito del Signore che sorrideva dall'alto su tutti noi, riempiendoci di gioia attraverso la nostra musica!"
Let there be glory, honor and praise... sia gloria, onore e lode! Tutte le moltitudini del cielo e della terra si rallegrino, rendano grazie con musica e canti, tutto ciò che ha respiro dia lode al Signore.


