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convegno
Oltre il soffitto di vetro
Donne, lavoro, potere
Indra Nooy, la dinamica cinquantenne che è oggi a capo della Pepsico, una delle poche donne (in tutto 48, stando alla rivista Forbes) ai vertici di una grande azienda multinazionale (ma se ne trovano solo 11 a capo delle prime 500...), ha dichiarato in una recente intervista che per far carriera "basta lavorare il doppio degli uomini...".
Non risulta le abbiano chiesto se lo trovava normale. Anzi, probabilmente è normale che la domanda non le sia stata formulata, semplicemente perché sul tema c'è ancora molto da meritare e dimostrare: la frontiera del potere è - in occidente - ancora l'ultima e la più impervia, per il "secondo sesso".
Dopo conquiste che hanno richiesto secoli (possesso dell'anima, cittadinanza, istruzione, voto...) per trasformarsi da privilegi in diritti, leadership e stanze dei bottoni sono l'eccezione e non la regola, tanto da essere definite con un deprimente "potere rosa". Per il momento, la presidente degli Stati Uniti è insomma solo il personaggio di una fiction tv - una questione sulla quale perfino l'India ha preceduto, e di decenni, la Germania.
Che il problema sia anche maschile, lo racconta una recente dichiarazione rilasciata al Corriere della Sera da Emilio Riva, imprenditore dell'acciaio. Ha detto che una donna in azienda gli fa paura, che preferisce trattare con un uomo, a causa di "tutte quelle arti che un uomo non sa usare". Seduzione, probabilmente, ma anche una diversità che - per quanto nascosta, negata, smussata, omologata - invece di essere un vantaggio si traduce ancora in una limitazione. Perché stenta a tradursi in una opportunità perseguita con determinazione? Perché non c'è ancora una riflessione allargata e condivisa sul rapporto femminile con il Potere-con-la-pi-maiuscola?
Probabilmente, la capacità di andare oltre il cosiddetto "soffitto di vetro" richiede il prodursi di una complessa dinamica che coinvolge non solo politica, società ed economia.
Occorre vedersela con pamphlet che teorizzano il beato ritorno alla casalinghitudine come ricupero dell'autenticità di genere, rivendicazioni di quote elettorali e rifiuti indignati delle stesse, crisi dei ruoli nel privato, procaci bellezze impegnate a sgomitare su ogni teleschermo disponibile, rettori di università che trovano le donne inadatte alla scienza e chissà cos'altro.
Ma la presenza femminile nel mondo del lavoro pone alla società ed alla politica domande non più eludibili, che le donne, per prime, devono imparare a porsi, con forza.
Ovviamente, nel poco tempo loro rimasto dopo essersi dedicate alla cucina, alla spesa, alla famiglia, allo studio, al lavoro, alla cura della propria persona ed all'accudimento degli uomini.
(Barbara Bernardi)
nella sala che ospitava il convegno è stata allestita la mostra INVISIBLE WOMEN di Sheila McKinnon
in occasione del convegno è stato presentato il dossier RITRATTI CON ARTISTE della rivista "I martedì"


