Piazza San Domenico 12
40124 Bologna
tel. 051 581718
Centro San Domenico
Dio e Ragione
La fiducia che scioglie la violenza
Il pontificato di Benedetto XVI comincia ad avere qualche anno alle spalle, e si possono già indicare diversi atti memorabili di questo papa: la pubblicazione di due encicliche, la celebrazione di altrettanti sinodi (il primo dei quali sancito da un'esortazione apostolica), le decisioni sulla possibilità di celebrare la messa secondo il messale di Pio V, la pubblicazione del volume Gesù di Nazareth recante la doppia firma (J. Ratzinger - Benedetto XVI), i viaggi all'estero. Ed è proprio durante uno dei primi viaggi all'estero (Baviera, settembre 2006) che, secondo il parere unanime degli osservatori, si colloca un evento che rimarrà nella storia del pontificato: la lectio magistralis di Regensburg su "Dio e ragione", restrittivamente interpretata nei giorni immediatamente successivi come riferita prevalentemente ai rapporti tra cristianesimo e islam e dotata invece di una portata ben più generale. Si colloca in questa più matura linea interpretativa la pubblicazione, per i tipi delle Edizioni Studio Domenicano (ESD), di Dialoghi con un musulmano. Logos. La ragione di Dio, edizione minore dell'opera di Manuele II Paleologo (1391) citata da Benedetto XVI durante la lectio di Regensburg, qui corredata dai commenti del card. Caffarra, del card. Scola e di fra Barzaghi nonché dallo stesso testo integrale pronunciato dal papa nella sua università bavarese. L'arcivescovo di Bologna e il noto filosofo e teologo domenicano, presentati dal direttore editoriale delle ESD fra Carbone, sono stati anche i protagonisti della presentazione del volume organizzata nel Salone Bolognini, con la collaborazione della Facoltà teologica dell'Emilia Romagna e dello Studio Filosofico Domenicano, a modo di "anteprima" della 39a stagione dei "Martedì", che sarebbe iniziata tre settimane dopo. Sorprendendo solo coloro che non avevano già avuto il piacere di ascoltarlo, fra Barzaghi ha incorniciato la sua riflessione sulla ragione come ascolto, ovvero come l'attenzione che l'anima, affascinata e attratta dal divino, presta ai "primi principi" tra una citazione dell'ultimo contrappunto dell'ultima opera di Bach e una rappresentazione del centometrista un attimo prima del "via". Il card. Carlo Caffarra, dal canto suo, ha scandito la propria lezione secondo tre passaggi. Se è ragionevole, cioè proprio della ragione, guardare oltre le cose penultime (e lo è, ed è uno sguardo che nasce da un'originaria esperienza, è la ricerca del "conosciuto ignoto"), e se le cose ultime, attraverso la voce della propria coscienza, si fanno sentire fin dentro all'intimo, alla ragione di ciascuna persona, rivendicandone l'indisponibilità alle strumentalizzazioni suggerite dall'utile, dunque (per riprendere l'affermazione dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo), si può ben dire anche oggi che non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio. Anzi, come ha ricordato Benedetto XVI parlando recentemente a Parigi al mondo della cultura: guardare oltre le cose penultime e mettersi in ricerca delle cose ultime è l'atteggiamento proprio del filosofo.
Guido Mocellin


