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  • Anno Sociale 2004 - 2005
Mer, 03/11/2004

I Martedì di San Domenico

Difendere l'uomo: perché? come?

Accolto con gioia ed emozione da Valeria Cicala (Presidente CSD), in continuità con una tradizione che ha visto spesso grandi personaggi della Chiesa istituzionale inaugurare l'anno sociale (come rileva fra Riccardo Barile o.p., Priore del Convento e direttore pro tempore CSD), l'Arcivescovo Carlo Caffarra ricorda innanzitutto la visita primaverile di padre Casali, a Ferrara, un colloquio lungo e indimenticabile e un invito accettato immediatamente.
Caffarra parte da una domanda: l'uomo di oggi è in pericolo? ha dunque bisogno di essere difeso? L'esperienza più enigmatica è certamente quella del male morale, che porta alla disintegrazione più profonda della persona. In esso la verità viene negata dalla libertà, dall'uso distorto che l'uomo ne fa. Uno dei maggiori pericoli attuali è l'abdicare alla irriducibilità dell'uomo. L'uomo non può essere compreso interamente nella Natura, perché, nella sua interiorità, trascende l'Universo (Gaudium et spes). Oggi dunque, nell'uomo, è in pericolo l'irriducibilità perché è a rischio il caso serio della sua libertà. Lo stesso Heidegger riconosceva che l'uomo è minacciato non solo quando si lascia prevaricare dagli apparati tecnici ma quando si autonega in quanto uomo.
La seconda domanda è dunque: come difendere l'uomo dalla perdita di se stesso? "L'uomo non può vivere senza amore. La sua vita è priva di senso se non gli viene rivelato l'amore" (Redemptor hominis). È un amore diretto alla persona individuale, in sé e per sé, non a un caso individuale di un'idea universale. L'amore è assolutamente libero (non implica il dovere) e si esprime pienamente nel dono, nella gratuità del donarsi alla persona amata. La grande tragedia di oggi è che la verità sull'amore è stata sostituita dal meccanismo stimolo-risposta-soddisfazione. L'esperienza dell'amore, invece, non può non andare connessa con l'esperienza della propria originalità. Kierkegaard: la morte sembra demolire la costruzione della persona mediante l'amore. Ma l'uomo è certo di essere personalmente amato da Dio: la difesa dell'uomo è l'amore con cui Dio lo ama, secondo la legge della proporzione inversa (quanto più sei piccolo, tanto più sei amato).
Per difendere l'uomo occorre dunque introdurlo nel mistero dell'amore che Dio ha mostrato di avere per l'uomo attraverso Gesù. Tale difesa esige un grande sforzo di intelligenza: innanzitutto costruendo un'antropologia adeguata, che riporti alla centralità della domanda sulla verità; in secondo luogo, riesaminando la grande domanda sulla libertà, da cui è nata la modernità e nella cui risposta si è dissolta. È quindi necessario riprendere un dialogo profondo con il pensiero post-moderno, partendo dal recupero del senso del soggetto, grande guadagno della modernità che è andata progressivamente dilapidando. Oggi alcuni neurologi profetizzano la morte del soggetto. La Chiesa difende invece l'uomo con la sua carità e la sua cultura, testimoniando la divina affermazione della persona umana, che trova in Cristo la sua piena realizzazione. E il Cristianesimo è proprio, secondo San Gregorio di Nissa, la trasmissione della divina mistagogia. Di generazione in generazione Dio si prende cura dell'uomo perché non perda se stesso.

 

Partecipanti: 

Caffarra Cardinal Carlo

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