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Mar, 12/04/2005

I Martedì di San Domenico

Africa: il miraggio dimenticato

In collaborazione con Coop Adriatica, CSD organizza un "martedì" dedicato all'Africa.
Giovanni Bersani, senatore, fondatore CEFA, inizia da un rapido raffronto tra l'Africa attuale e quella di 55 anni fa, con un bilancio sconsolante: allora era una prigione coloniale ma autosufficiente a livello alimentare, oggi deve affrontare gravissimi problemi sociali e umanitari (33 dei 50 Paesi più poveri del mondo sono africani, AIDS e disastri naturali inusitati condizionano qualsiasi progetto etc.). Le responsabilità di tale situazione vanno distribuite un po' a tutti (ONU lenta a riconoscere il mutamento del quadro geopolitico, G7 insensibili, multinazionali predatrici, governi africani corrotti e inadeguati), e nel contempo va respinta l'idea di "continente perduto" o comunque alla deriva. L'Unione Europea, che fin dagli esordi si era data il compito primario di interessarsi dell'Africa (Schumann, 9 maggio 1950), ha oggi l'occasione unica di rendere concreto questo proposito: l'Africa infatti ha bisogno di grandi aiuti ma soprattutto di grande amicizia, di pensiero, di affetto, di accreditamento, e anche l'aiuto materiale - come da tempo si propone CEFA - deve stimolare modelli di autosviluppo più ancora che fornire la pur indispensabile assistenza.
Elisabetta Garuti, che cura il Progetto Rainbow per l'Associazione Papa Giovanni XXIII, conferma il quadro a due facce: da una parte una luce di speranza, dall'altra un'immensa devastazione a tutti i livelli (epidemie, fame, guerre). Già vent'anni fa c'era chi prevedeva lo "strangolamento" dell'Africa, soprattutto ad opera delle politiche economiche internazionali. Mancano spesso i presupposti di base per costruire forme di aiuto che non siano umilianti, vergognosa imposizione "umanitaria" da parte di chi metodicamente sfrutta - in un contesto in cui appunto molti Paesi sono mantenuti artificialmente poveri proprio a causa delle loro ricchezze naturali. È ora di cominciare a parlare di "economia di restituzione" (e l'Unione Europea sta finalmente procedendo in tal senso): con un'ottica di restituzione i progetti di aiuto acquisterebbero un senso più ampio e molto più accettabile. Ed è importante che siano a 360°, ovvero che si occupino direttamente di ogni aspetto, di ogni implicazione - anche, a volte, a dispetto delle Istituzioni, che creano ostacoli, rallentano, addirittura depistano. Fame e povertà strutturale sono superabili, solo che lo si voglia. Il vero miraggio è un'Africa aiutata senza essere sfruttata.
Stefano Savi, direttore esecutivo Medici Senza Frontiere Italia, illustra con l'ausilio di un audiovisivo le caratteristiche di MSF (nata nel 1971 da medici francesi, presto internazionalizzatasi, attività di pronto intervento in 80 Paesi, 400 progetti, Premio Nobel per la Pace nel 1999) e quella duplice vocazione (azione medico-sanitaria e testimonianza) che proprio in Africa, purtroppo, trova alcune delle principali emergenze. Da qualche anno nel continente africano si riscontrano due fenomeni: la cronicizzazione di alcuni conflitti e crisi (esempio: nell'ex Congo 3 milioni di morti dal 1996 a oggi) e un diffuso peggioramento del livello socio-economico. In effetti l'Occidente, negli ultimi 50 anni, ha più tolto che dato: i Governi ricchi non rispettano gli impegni presi, Banca Mondiale e FMI impongono interventi strutturali - spesso non convenienti o incoerenti - per concedere prestiti, i Governi locali sprofondano nella corruzione. A ciò si aggiunge una certa stanchezza del cittadino occidentale, un notevole disorientamento. MSF Italia ha dunque progettato un "Osservatorio delle crisi dimenticate", per evitare che il silenzio dei media uccida due volte. Oppure che si porti via - assecondando il clamore dell'ultima catastrofe - fondi destinati alle ONG, come succede per esempio con la massa di sms gestiti dalla Protezione Civile che vengono stornati dal già risicatissimo 0,15% del PIL italiano destinato all'uopo (quando l'impegno era di arrivare allo 0,7%). Oppure che si spacci per "aiuto" una politica che impone l'innalzamento dei prezzi dei medicinali antiretrovirali (generici prodotti a prezzo equo in India e in Brasile, indispensabili per rallentare l'AIDS) per poi includere chi si è adeguato nei finanziamenti del programma mondiale anti-AIDS...

 

Partecipanti: 

Bersani Giovanni
Garuti Elisabetta
Savi Stefano

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